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Impronte digitali








 


Che cosa sono^
Le impronte sono le tracce o immagini formate dalla riproduzione delle creste papillari delle dita, dei palmi e delle piante dei piedi quando entrano in contatto con una superficie liscia. Tali creste compaiono nell’essere umano a partire dal quarto mese di gestazione e rimangono immutate per tutta la vita, anche dopo la morte, fino alla decomposizione del corpo.
Le proprietà fondamentali delle impronte digitali sono la permanenza, l’inalterabilità in condizioni normali e l’unicità: non esiste coincidenza dei punti caratteristici tra due persone diverse, né tra dita differenti della stessa persona. Finora, nonostante numerosi studi comparativi e ricerche, non è mai stata accertata l’identità di impronte provenienti da persone diverse o da dita differenti dello stesso individuo.
Le impronte si distinguono in:
  1. positive e negative;
  2. visibili o palesi, distinguibili a occhio nudo; e
  3. latenti o invisibili, costituite dal sudore contenente diversi composti inorganici e organici, quali sali, glucosio, colesterolo e acidi grassi volatili, variabili in funzione dell’alimentazione, delle condizioni di vita ecc., e sviluppate mediante polveri magnetiche o convenzionali, sostanze chimiche e altre tecniche.

L’identificazione di due impronte si basa sulla correlazione, mediante confronto, di un numero sufficiente di punti caratteristici, tenendo conto della loro unicità e particolarità.

Campi di applicazione^
L’utilizzazione e il confronto scientifico-tecnico delle impronte consentono di accertare con sicurezza l’identità di qualsiasi persona vivente o deceduta. In particolare, costituiscono il metodo attraverso il quale si procede:

  1. all’accertamento dell’identitàdi autori ignotidi un reato;
  2. alla conferma dell’identitàdelle persone arrestate;
  3. alcollegamento di persone sospettecon le impronte rinvenute sulla scena del crimine;
  4. all’identificazionedi vittime e persone scomparse;
  5. all’identificazionedelle persone che hanno legittimamente toccato gli oggetti
  6. all’accertamento dell’identitàdi persone che forniscono dati falsi o rifiutano di fornire le proprie generalità;
  7. alla risoluzione o conferma di contestazioni in caso di omonimia;
  8. all’accertamento dell’identitàdi persone affette da amnesia, sordomutismo o in stato di coma;
  9. all’accertamento dell’identitàdi cadaveri sconosciutiprovenienti da incidenti stradali, calamità di massa o altre cause;
  10. all’accertamentodella detenzione della persona sbagliatae alla prevenzione della scarcerazione della persona sbagliata.

Valore probatorio^
Dal punto di vista processuale, un’impronta digitale costituisce un indizio e non una prova della commissione di un reato da parte della persona cui appartiene. Indica la presenza della persona nel luogo, se rinvenuta su oggetti fissi, oppure il contatto con gli oggetti mobili sui quali è stata rilevata, ma non necessariamente il loro uso, anche se tali oggetti sono stati impiegati per commettere il reato. Per trarre conclusioni corrette occorre valutare congiuntamente:

  1. la distinzione tracontattoeutilizzodi un oggetto;
  2. ilpunto esattodel luogo o dell’oggetto in cui è stata rinvenuta l’impronta;
  3. lapresenza giustificatanel luogo e ilcontatto giustificatocon l’oggetto in questione;
  4. lacoesistenza di altri indizinell’impronta, come sangue, vernice, olio ecc.;
  5. lacoesistenza giustificata di altri indizi— come quelli sopra indicati — nell’impronta;
  6. lapresenza di altre impronte, anche non utilizzabili;
  7. laprocedura seguitaper l’individuazione, la raccolta o copiatura, il trasporto e l’utilizzazione;
  8. ogni altro elementoemergente dalle circostanze concrete del caso.
Esecuzione degli esami^
Richiamando dati scientifico-tecnici e applicando metodi riconosciuti a livello internazionale, scientificamente documentati e ammissibili in giudizio, procediamo a:
  1. individuare i punti caratteristici e valutare quelli utilizzati;
  2. valutare il luogo e la posizione del rinvenimento, distinguendo tra oggetto mobile e immobile;
  3. valutare le caratteristiche acquisite che interrompono la continuità delle creste papillari, come ferite permanenti o guaribili;
  4. valutare la procedura seguita, cioè il metodo e il mezzo di sviluppo, raccolta o copiatura, imballaggio, trasporto, conservazione, movimentazione e utilizzazione;
  5. valutare qualitativamente le schede dattiloscopiche;
  6. valutare qualitativamente la riproduzione dell’impronta latente;
  7. valutare i fattori che possono alterare un’impronta, come freddo, umidità e natura della superficie;
  8. valutare l’autenticità dell’impronta;
  9. valutare tipo, categoria, classificazione e natura dell’impronta e la parte del corpo da cui proviene — dito, palmo o pianta del piede;
  10. valutare la classificazione e l’archiviazione delle schede dattiloscopiche;
  11. valutare l’individuazione del dito, ove possibile;
  12. verificare la legittimità della rilevazione dattiloscopica effettuata;
  13. valutare se la presenza nel luogo e il contatto con l’oggetto siano giustificati;
  14. valutare la coesistenza di altri indizi nell’impronta digitale, ad esempio sangue o sostanze coloranti;
  15. valutare le impronte utilizzabili in rapporto al luogo di rinvenimento e alle condizioni esistenti;
  16. valutare l’identificazione o il collegamento tra impronte oppure tra impronte e persone;
  17. valutare il rinvenimento di impronte non utilizzabili;
  18. valutare i casi in cui non siano state rinvenute impronte;
  19. interpretare il valore probatorio delle impronte rinvenute.
Sopralluogo - Valutazione - Utilizzazione^
Inoltre effettuiamo:
  • sopralluoghinei luoghi di commissione di reati o di altri eventi, nonché il controllo degli oggetti pertinenti, al fine di valutare le aree esaminate e i punti in cui sono state rinvenute e raccolte impronte o altre tracce;
  • valutazione di relazioni di esami di laboratorio, relazioni peritali e pareri redatti da laboratori statali, altri laboratori o specialisti, nei casi relativi alle impronte;
  • utilizzazione degli elementiche richiedono ulteriori esami, con l’individuazione dei punti di interesse criminalistico ai fini di ulteriori analisi, documentazione e presentazione, nonché dei punti che potrebbero essere sottoposti a esame e utilizzazione di laboratorio ma per i quali non è stato formulato uno specifico quesito.
Quesiti indicativi che possono essere formulati a seconda del caso esaminato^
  1. Qual è il valore probatorio dell’impronta?
  2. A quali condizioni la presenza di un’impronta può essere giustificata?
  3. Quali sono i punti caratteristici indicativi dell’identificazione di un’impronta?
  4. Come deve essere valutato il luogo di rinvenimento dell’impronta in questione — ambiente, posizione e oggetto?
  5. Come deve essere valutata la metodologia di ricerca, copiatura, rilevazione ed esame dell’impronta?
  6. Da quali elementi si valuta l’autenticità di un’impronta?
  7. Che cosa significa che non sono state rinvenute impronte utilizzabili?
  8. Che cosa significa che non è stata rinvenuta alcuna impronta?
  9. Come deve essere valutato il collegamento tra le impronte?
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