Consulente per indagini forensi FIC
Consulente per indagini forensi
PERITI GIUDIZIARI
ANALISTI FORENSI
Secondo il professore di criminologia dell’Università di Ottawa, Canada, N. Poulantzas, la criminologia applicata si fonda sull’osservazione, sull’ipotesi, sulla sperimentazione e sul ragionamento. Un buon “investigatore” è colui che verifica, mediante la logica comunemente accettata, i risultati degli esami ottenuti secondo criteri e standard, al fine di trarre e valutare le conclusioni. Conclusioni che derivano dallo studio del fascicolo processuale e dai risultati degli esami di laboratorio sui reperti.
La criminologia applicata trae i suoi principi dalla scienza e dall’arte e, per maggiore precisione, viene definita una tecnica scientifica.
Sulla base di quanto sopra, la nostra società dispone di conoscenze ed esperienza pluriennali nell’esecuzione e nella valutazione degli esami di laboratorio; quanto alla creatività dell’immaginazione e al nostro ragionamento, vi invitiamo a verificarli su casi reali.
I reperti e gli elementi di prova, in quanto portatori di informazioni affidabili, comprendono tutti gli elementi — armi, strumenti, tracce, macchie ecc. — rinvenuti sul luogo di un reato, presso il sospettato, sulla vittima o altrove e che possono servire non soltanto a dimostrare la commissione di un reato, ma anche come indizio della colpevolezza o dell’innocenza dell’imputato.
Tali elementi, pur essendo inanimati e non potendo essere interrogati né nella fase delle indagini preliminari e dell’istruttoria, né durante il dibattimento,possono tuttaviase correttamente movimentati e sottoposti a gestione, esame, analisi, interpretazione, sfruttamento e valorizzazione scientifico-tecnica, fornire dati e informazioni oggettivi, vale a direconfermare, smentire o rafforzare le affermazioni di un sospettato o la deposizione di una vittima; collegare o escludere ipotesi o eventi; collegare la vittima o il sospettato a un determinato luogo, ecc.
Questi elementi, definiti “testimoni muti o silenziosi”, presentano rispetto agli altri mezzi di prova — confessione, testimonianza ecc. — il vantaggio comparativo di non autosuggestionarsi né essere suggestionati da altri, di non dimenticare, di non poter essere ricattati o minacciati e, soprattutto, di non poter essere corrotti.
Un’impronta dimenticata, materiali biologici invisibili, frammenti provenienti da veicoli, bossoli e proiettili costituiscono, insieme ad altri reperti, elementi che, se adeguatamente trattati e interpretati, possono orientare in modo determinante l’esito delle indagini.
Oggi il ricorso alla prova scientifico-tecnica è in costante aumento; essa, combinata con un fascicolo adeguatamente documentato, forma il ragionamento giudiziario e, di conseguenza, fonda il giudizio del tribunale.
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“La criminologia applicata presenta
la complessità del diritto, la responsabilità della medicina e l’universalità della scienza” Paul Kirk 1902-1970 |
La balistica esamina questioni connesse alle armi, quali esami comparativi, indagini balistiche ecc., nonché gli effetti prodotti dal loro impiego, come rimbalzi, acustica, residui dello sparo, balistica terminale e lesiva, ecc.
Essa costituisce pertanto una delle specialità della criminologia applicata. Ma che cos’è la criminologia applicata? Non deriva da un unico settore scientifico, bensì trae i propri principi da diversi ambiti scientifici e tecnologici; implica interdisciplinarità, un punto di convergenza tra più campi scientifici, cioè l’intersezione di differenti discipline, ed è per questo definita una tecnica scientifica.
Nel campo della medicina, ad esempio, l’interdisciplinarità è essenziale. Un internista può dover prescrivere esami microbiologici e diagnostici per immagini. È il medico responsabile a decidere quali esami debbano essere eseguiti e quale debba esserne l’estensione.
Gli esami prescritti vengono eseguiti da microbiologi e radiologi specializzati, che potrebbero non comunicare direttamente tra loro. Tuttavia, l’internista deve valutare congiuntamente i risultati, tenendo conto delle informazioni derivanti dalla metodologia prevista e dagli esami, per giungere a una diagnosi adeguata e a una strategia terapeutica appropriata.
Il medico prescrittore — nel nostro esempio l’internista — è responsabile del giudizio, della valutazione complessiva dei risultati e delle decisioni da assumere. Al tempo stesso è specializzato, nell’ambito della scienza medica, nella propria disciplina.
Se il medico prescrittore ha omesso alcuni esami o non li ha valutati correttamente, ciò non può in alcun modo essere imputato al microbiologo o al radiologo…
Questo è, dunque, il vuoto che può presentarsi nelle questioni di interesse giudiziario: esso viene colmato mediante la valutazione congiunta dei risultati e l’approfondimento dell’insieme delle domande che devono essere formulate in ciascun caso.
Come può essere colmato tale vuoto? Attraverso la comprensione e l’analisi dei dati di ogni caso da prospettive differenti.
Per questo, nel contesto internazionale, l’interdisciplinarità guadagna continuamente terreno rispetto alla specializzazione assoluta. Dove? Non riducendo la specializzazione scientifica, ma nella fase del giudizio finale e dell’assunzione delle decisioni. Si pensi ai collegi medici, in alternativa all’adozione di decisioni unilaterali.

Nel Medioevo la “verità” era che la Terra fosse piatta e chi sosteneva che fosse rotonda rischiava il rogo. La scienza, con i suoi satelliti, ha poi dimostrato la sfericità della Terra, cioè l’unica verità reale. In conclusione, tutti dobbiamo trovarci dalla stessa parte, non da quella della verità apparente, ma da quella dell’unica e reale verità.

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